Intervista a Fabianelli Walter

Ed eccoci qui, il 2018 è arrivato, iniziamo questa nuova avventura intervistando Fabianelli Walter, uno scrittore in erba che presto pubblicherà il suo primo romanzo. Horror.

Quali sono i suoi progetti per quest’anno?

Be, questo è un momento molto importante per me. Finalmente dopo anni di tira e molla ho deciso di seguire la mia piu grande passione, scrivere. Per questo finalmente vedrò il mio primo libro pubblicato e dopo pochi mesi ne seguirà un altro.

Addirittura due libri? Di cosa parlano?

Il primo, Sangue Sporco, sarà pronto per fine Gennaio, forse metà febbraio. Siamo in pieno editing e revisione della copertina. Composto da cinque racconti Horror ambientati nella mia citta natale, Genova.

Il secondo invece”Una vita quasi sprecata” è più personale, più reale. Una sorta di autobiografia della mia vita. Ho deciso di scriverla non in ordine temporale e ogni capitolo racconta un episodio che mi è capitato. Molti dei miei conoscenti si troveranno all’interno, per cui il mio consiglio è compratelo, per sapere cosa dico. Ovviamente i nomi dei personaggi negativi sono stati cambiati.

Che cosa ha fatto scattare la scintilla, in altre parole perché scrive?

Ho deciso che avrei scritto quando a quattordici anni ho letto “Falling Angel” (Angel Heart ascensore per l’inferno). Ho amato quel romanzo, la descrizione dei personaggi, la trama e il colpo di scena. Poi in seguito ho letto King e bang, qualcosa era scattato in me. Dovevo scrivere.

Durante l’estate del 1994, ho scritto le mie prime cento pagine. Un racconto ambientato in diverse location, dove un gruppo di persone veniva in contatto con una civiltà scomparsa più evoluta. In realtà i personaggi erano tutti copiati da altri film, basta pensare che il robot  C-3PO era nel gruppo. Non sono mai arrivato alla fine, mi ero scoraggiato subito. Avere un’idea era diverso dal mettertela per iscritto.

Ha mai pubblicato qualcosa prima di oggi?

Solamente un racconto breve e due poesie nel 1995. Una casa editrice genovese mi diede la possibilità che io sprecai, perché dopo un paio di mesi mi cercarono per un’intervista ma io, benché molto giovane, ero andato via di casa. Probabilmente la mia vita, avrebbe seguito un altro corso se solo fossi rimasto a Genova.

Di cosa trattavano le sue pubblicazioni?

Il racconto descriveva un ragazzo con problemi di autostima che cercava uno scopo. Dopo essere stato lasciato dalla propria donna, decise che poteva rendere speciale la sua esistenza battendo il record di altezza lanciandosi con il paracadute.

Le poesie invece, esprimevano solamente la mia rabbia, in fin dei conti ero io il ragazzo del racconto ed ero incazzato con tutto il mondo che non mi capiva. Sono cresciuto da allora e diversi anni fa ho trovato il mio scopo.

Perché scrive?

Perché credo di aver molto da dire.  Amo leggere, amo vivere nel mio mondo immaginario e credo di poter raccontare la mia visione attraverso le parole. Ho solo una grande paura.

Quale?

La preparazione. Non ho studiato , ho conseguito solo la terza media. Sono consapevole che la mia cultura è alta, sono curioso e leggo di tutto ma avere un diploma di liceo Classico mi renderebbe sicuramente più competente, almeno nella fase tecnica della scrittura. Le faccio un esempio, io dipingo tra le altre cose, e mi diletto nel riprodurre opere che non potrei permettermi, come Kandinskij o Mirò, le tavole sono eseguite molto bene (riesco a copiare molto fedelmente l’originale) ma non ho tecnica. Osservando  da distanza, possono sembrare uguali ma più ci si avvicina, più si notano le differenze che in alcuni casi sono essenziali. Nella scrittura è la stessa cosa, puoi avere una buona idea e scriverla anche bene ma senza tecnica si rischia di rovinare tutto.

Essendo poi il primo libro, l’ansia da prestazione è tanta.

Qualche anticipazione sul libro Horror? Perché il titolo “Sangue Sporco”?

Il titolo ha un suo significo intrinseco. Ogni protagonista dei racconti è vittima dei suoi stessi comportamenti passati. Il messaggio generale è che nessuno è un’anima pia e questo incide pesantemente sulle loro vite. Personalmente non credo nel Karma ma è anche vero che le nostre scelte presenti conducono a una reazione futura e nei racconti le conseguenze sono tutte estreme.

I cinque racconti sono:

-Le colpe del padre, La caduta, La statua, Memoria 7-15/738 , Il guardiano

Da quanto ci lavora?

Le idee che ho trasportato su carta in realtà sono molto vecchie, la caduta addirittura a origini nella lontana 1996, gli altri invece sono più recenti, scritti negli ultimi tre anni.

E’ solo nell’ultimo anno che ho preso sul serio la mia passione, avvicinandomi ai quaranta, compiuti pochi giorni fa ,ho compreso che non potevo solo pensare di scrivere, dovevo farlo.

Come mai sono passati ventuno anni dalla sua prima pubblicazione?

Diciamo che il ragazzo con gravi crisi di autostima , è rimasto tale per decenni e solo grazie a diverse cause esterne che i suoi incubi si sono trasferiti dalla vita reale alla pagina stampata. L

a mia vita mi ha portato qui grazie alla scelta di entrare in Comunità a Sampatrignano nel lontano 2009, esperienza altamente dura e formativa. Poi a Milano dove ho conosciuto Davide e Annalia della Ronda della Carità e cinque persone che mi hanno sopportato nella mia quotidianità ovvero Raffaele, Chiara, Vicky, Daniele e il mio grande amico e fratello Dino Bertoli, grande fotografo, l’immagine in copertina è sua.

La stimolo finale mi è stato donato dalla mia compagna Laura, lei ha creduto subito in me e  mi ha spinto a scrivere e pubblicare. Senza di lei oggi non avrei il libro, anzi i libri pronti.

 

Nell’ultimo periodo ha iniziato a scrivere su due blog e pubblicato un manuale sulla ricerca del lavoro Perché?

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I blog sono “Dimensione Parallela” e “Lavori e dintorni”. Ho deciso che prima di pubblicare un libro dovevo confrontarmi con un pubblico esterno e iniziare a parlare di quello che mi appassiona. Film, serie tv e libri sono parte integrante della mia vita. Sul mio comodino ho sempre un minimo di tre libri e seguo decine di serie tv. Amo e conosco meglio il mondo della Marvel che il quartiere, dove vivo, per cui è stata una naturale evoluzione scrivere. La stessa cosa per la ricerca lavoro, ho fatto volontariato a Milano e ho capito di come tantissime persone sprechino tempo ed energie nella ricerca, per cui ho iniziato a dire la mia. Il manuale racchiude tutte le mie esperienze inoltre è stata la testa di ponte, per permettermi di capire cosa fare per pubblicare il mio vero romanzo e come muovermi per pubblicizzarlo.

Quindi in conclusione è soddisfatto di quello che sta facendo?

Possiedo una bella casa, una donna che mi ama ed io amo follemente, lavoro cinque ore il giorno e poi mi dedico alle mie passioni e finalmente il mio più grande sogno si avvera, quello di avere tra le mani un’edizione cartacea scritta da me, per cui si, amo la mia vita e sono fiducioso che il 2018 sarà un grande anno.

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